biografia
a cura di Luca Tempini

Introduzione
 
Prologo
 
L'ambiente
 
Le prime note... di giorno
 
I tentativi
 
Cantante professionista
 
Le canzoni stonate...
 
L'influenza del cinema
 
Ragazzo nell'est
 
Quella sua maglietta fina
 
I giri di Camilla
 
La consacrazione definitiva
 
Il sabato del villaggio
 
Solo in compagnia di sé senza chiedere il permesso...
 
Un nuovo disco e un discografico nuovo
 
Canzoni e una piccola (grande) storia che continua...
 
Alé-oó
 
La canzone del secolo
 
La vita è adesso, il sogno, sempre
 
D'Assolo continuerò
 
Un trovatore perso un cantastorie muto
 
OLTRE
 
Appunti sparsi su quel che c'è
 
Sempre lo stesso, più grigio ma non domo
 
L'anima nuova di Claudio
 
Da me a te e dalla città allo stadio: un progetto lungo un sogno
 
Giri di "valzer" per un viaggiatore
 
Di nuovo "in viaggio" per sapere cosa c'è laggiù...
 
Sogno di una notte di note
 
Come per incanto
 
I concerti irregolari
 
L'uomo della storia accanto
 
Tutti in un abbraccio
 
'O scia'
 
Da cantautore a commendatore
 
Finale in... crescendo
 
Titoli di coda
 
Bibliografia e testi
 
Credimi, CREDITI
 

Di nuovo "in viaggio" per sapere cosa c'è laggiù...

L'inizio del Duemila è decisamente drammatico poiché si apre con la morte del signor Riccardo Baglioni, padre di Claudio e figura di grande spessore umano. Il cantautore ne rimarrà ovviamente scosso ma riuscirà a perpetuarne la memoria grazie alle sue canzoni più intense che dedicano al suo "albero padre con un ramo solo" attestati di grande affetto ripresi con calore, del resto, da tutto il suo pubblico.

Nel febbraio si apre la vertenza della causa imperniata sull'attribuzione della paternità di Questo piccolo grande amore. In effetti, qualche tempo prima, il cantante Ricky Gianco aveva presentato istanza di rivendicazione di tale paternità in quanto sosteneva che con quel brano fosse stata plagiata una delle sue composizioni. La diatriba dovrà regolarsi davanti alla seconda sezione del tribunale civile di Roma e avvalersi di due tecnici particolarmente insigni: Riccardo Malipiero per Gianco ed Ennio Morricone per Baglioni.
Dopo varie sedute e di lì a qualche mese, il giudice ribadirà la legittimità originale di Questo piccolo grande amore e sancirà il termine di un'annosa e fastidiosa causa.

Il 7 marzo Claudio sceglie Ancona come teatro delle prove del suo nuovo tour, che si intitolerà Il viaggio e che attraverserà qualcosa come venti città italiane in altrettanti palasport; per dodici di queste venti viene stilato un calendario di incontri con membri della cultura, dello sport e dello spettacolo disposti a discutere appunto sul tema del "viaggio" e dalle sue angolazioni più disparate. Questo, ancora una volta, per creare la sintesi auspicabile tra musica e realtà, per stimolare il dibattito e aprirsi al confronto.
La produzione decide, anche per lo "show", una collaborazione con il solito sponsor telefonico, ormai partner ufficiale del cantante. Nell'ambito di questa collaborazione verrà istituito un concorso attraverso il quale venti persone per città potranno partecipare al cosiddetto "backstage" del concerto e intrattenersi per svariati minuti con il loro disponibilissimo beniamino.
Nel corso delle prove quotidiane invece, sarà lasciato libero ingresso ai "clabber" che sfrutteranno numerosissimi tale opportunità. È proprio nel corso di questi brevi ma intensissimi mini-concerti che Claudio regala vere e proprie "chicche" del suo meno conosciuto repertorio alternando la chitarra classica a quella acustica e al pianoforte; molto informalmente e nel solito clima particolare dei concerti per i suoi aficionados, egli propone canzoni anche mai eseguite prima, da Ad Agordo è così a Quanta strada da fare da Atletico Van Goof a quella Valentina che non compare su alcun supporto ufficiale e che riscuoterà grande sorpresa e relativo compiacimento fra il pubblico pur preparatissimo.
Dopo una settimana, esattamente il 15, Firenze tiene a battesimo il tour che si concluderà a Genova il 15 giugno, con un prolungamento in terra svizzera, a Lugano, il successivo 23. Lo spettacolo è ancora di matrice complessa, articolato sull'immagine cinematografica e virtuale, nonché strutturato su atmosfere futuristiche. Il filo conduttore del racconto che lega le parti dello spettacolo e ne illustra i momenti è affidato a Claud, un ologramma di luci laser, alter ego del cantante.
La regia è propria dello stesso Baglioni accompagnato da Pepi Morgia. Sono ancora presenti nove "performer" della compagnia dei colori, affiancati da alcuni animatori di un tour operator che sponsorizza il concerto; essi, all'inizio dello spettacolo, si snodano in una sorta di danza propiziatoria sulle note dei brani più famosi elencati in successione cronologica. La coreografia è affidata ancora una volta a Luca Tommassini.
Le canzoni di una scaletta sufficientemente flessibile sono addirittura una trentina: da sottolineare che gli arrangiamenti sono imperniati sulla sintesi elettronica e lasciano poco spazio all'espressione melodica.
Come il disco, anche il concerto vorrebbe essere strutturato come un racconto, una storia con un inizio, un nucleo narrativo e una fine: per questo la successione dei pezzi segue un tema ben preciso in cui non conta tanto la valenza storica dei brani, quanto la loro funzionalità nell'ambito della trama. In questo senso si spiegano anche dolorose rinunce a pezzi classici da sempre presenti nell'evocazione "live".
Il palco è come sempre centrale, a croce, e mostra eleganti sipari di tulle che, una volta dispiegati, assolvono alla doppia funzione di stanze cinesi e schermi di proiezione per le evoluzioni laser del virtuale Claud. Tutti i posti sono ovviamente numerati ma non presentano barriere a protezione del palco, a testimonianza di una filosofia fondata sul civile rispetto reciproco, da tempo portata avanti dal cantautore nei confronti del suo pubblico. Questo comporta, in alcuni casi, situazioni di tensione che però vengono il più delle volte stemperati grazie all'intervento deciso dello stesso Baglioni o, in situazioni estreme, di un servizio d'ordine comunque massiccio. Nel complesso tuttavia, gli spettatori mostrano di meritare questa fiducia dimostrandosi, in massima parte, pubblico educato e maturo.
La band registra l'ingresso del tastierista Luigi Boscariol che sostituisce Walter Savelli, storico accompagnatore di Claudio. Tale assenza è imputabile a impegni professionali del musicista ma lascia un certo dispiacere in tutto l'ambiente dei sostenitori, per quel feeling esistente da tempo fra il pianista fiorentino e i fan. Boscariol si rivelerà comunque degno sostituto. Per il resto il gruppo dei musicisti è il solito, con Paolo Costa al basso e contrabbasso, Danilo Rea al pianoforte, Paolo Gianolio alle chitarre e Gavin Harrison alla batteria e alle percussioni con Elio Rivagli.
Sul palco Claudio si concede per le consuete tre ore abbondanti in un alternarsi di emozioni ed entusiasmi per ogni data. Il tour fa il pieno dovunque, e l'organizzazione si vede costretta a raddoppiare, triplicare, e talvolta, come nel caso di Milano, addirittura quadruplicare le date. L'affluenza è sempre al colmo e pronta a restituirgli un calore tracimante. A Treviso, addirittura, a causa di un'influenza incombente, il pubblico si sostituisce con gioia al cantautore rimasto afono, tributandogli comunque il trionfo.
Alla fine di 47 serate quasi tutte consecutive, gli spettatori si contano nel numero impressionante di 360.000.
Questa tournée offre dunque, una volta di più, l'idea di un Baglioni sempre più popolare, acclamato e amato in ogni regione italiana, senza alcuna distinzione.

Anche nel 2000, come ogni anno, Claudio conviene con i suoi "clabber" al romano Palaeur, il 10 giugno, per dare luogo al raduno annuale.
Qui viene montato uno spettacolo che lascia ancora molto spazio all'immagine e verte sul tema del viaggio-racconto dedicato alle varie tournée effettuate negli anni. Per realizzare scenograficamente tale apparato narrativo, viene allestito uno schermo sul quale sono fatte scorrere immagini di repertorio antiche e recenti, intervallate dalle presentazioni e dalle esecuzioni dal vivo del protagonista. Moltissimi sono anche gli ospiti che vengono chiamati sul palco ad accompagnare Baglioni, fra cui rammentiamo un festeggiatissimo Walter Savelli e un acclamato Giovanni Baglioni. Da ricordare inoltre che in questa sede viene interpretata la versione "live" di una canzone eseguita molto raramente: La piana dei cavalli bradi, che fa la felicità di molti supporter. Il raduno prosegue dalle ore venti sino alla tarda nottata e dispensa le solite emozioni e il solito fresco entusiasmo.