biografia
a cura di Luca Tempini

Introduzione
 
Prologo
 
L'ambiente
 
Le prime note... di giorno
 
I tentativi
 
Cantante professionista
 
Le canzoni stonate...
 
L'influenza del cinema
 
Ragazzo nell'est
 
Quella sua maglietta fina
 
I giri di Camilla
 
La consacrazione definitiva
 
Il sabato del villaggio
 
Solo in compagnia di sé senza chiedere il permesso...
 
Un nuovo disco e un discografico nuovo
 
Canzoni e una piccola (grande) storia che continua...
 
Alé-oó
 
La canzone del secolo
 
La vita è adesso, il sogno, sempre
 
D'Assolo continuerò
 
Un trovatore perso un cantastorie muto
 
OLTRE
 
Appunti sparsi su quel che c'è
 
Sempre lo stesso, più grigio ma non domo
 
L'anima nuova di Claudio
 
Da me a te e dalla città allo stadio: un progetto lungo un sogno
 
Giri di "valzer" per un viaggiatore
 
Di nuovo "in viaggio" per sapere cosa c'è laggiù...
 
Sogno di una notte di note
 
Come per incanto
 
I concerti irregolari
 
L'uomo della storia accanto
 
Tutti in un abbraccio
 
'O scia'
 
Da cantautore a commendatore
 
Finale in... crescendo
 
Titoli di coda
 
Bibliografia e testi
 
Credimi, CREDITI
 

Appunti sparsi su quel che c'è

Come di consueto, poche sono le notizie certe sul cantautore nei suoi momenti di vita privata. Non fa eccezione questo triennio che va dal 1992, ultimo periodo dei concerti "live" di Ancorassieme, al 1995, anno di pubblicazione del successivo album inedito.

"Ciò che c'è di sicuro è quel che ha fatto il farabutto" durante una divertentissima partecipazione al programma Svalutation del 1993, presentato dal collega Adriano Celentano. Qui Baglioni conferma quel nuovo atteggiamento spiritoso e canzonatore che aveva già palesato in situazioni appena precedenti. Sembra effettivamente davvero cambiato il suo rapporto con le telecamere anche se, probabilmente, a essere sensibilmente modificato è ora soprattutto il suo rapporto con se stesso: vinta l'innata timidezza, egli si propone da vero personaggio, rivelandosi simpaticamente burlone. Oltre a eseguire alcune delle sue canzoni (tra cui Mille giorni di te e di me e Io dal mare), Claudio si cimenta nell'interpretazione di alcuni tra i più famosi successi del "Molleggiato".

Nel gennaio dello stesso anno sappiamo di uno show a carattere umanitario dal titolo Tutti per un amico tenutosi a Milano, al Palatrussardi.

Sempre al 1993 risale una pubblicazione discografica che, pur non riguardando direttamente il nostro, merita una seppur breve citazione: l'edizione musicale Cosa srl, infatti, pubblica, proprio in questo anno, il primo ellepì di Paola Massari, intitolato Il vento Matteo. Paola è anche autrice di parole e musica. Il disco è vigoroso, traboccante di sentimenti, denso di significati. In alcuni tratti sembra di ritrovare, pur con caratteristiche diversamente ben definite, l'intensità tipica dei brani baglioniani. Pezzi come Amore dannato, Resta mio, Stella anche tu, Nuvole di trent'anni fa, sono contrassegnati da una vena matura e da un'ispirazione lirica difficilmente riscontrabile in una cantante all'esordio. Tuttavia, anche a causa di una pubblicità pressoché inesistente e di scarsissimi passaggi televisivi, fra i quali ci sovviene soltanto quello effettuato alla trasmissione di Luciano Rispoli Il tappeto volante, il disco non riesce a raggiungere punte di vendita sensibili. Presumibilmente l'obiettivo primario della Massari non era comunque la divulgazione massiccia. Il vento Matteo resta a tutt'oggi l'unica sua opera, sebbene ella abbia intrapreso la strada della collaborazione artistica con vari cantautori e musicisti.

Di Baglioni, intanto, nessuna notizia diretta se non quella di un paio di fugaci apparizioni artistiche: la prima avvenuta il 30 gennaio 1994 al Nuovo Palasport di Casalecchio di Reno, la seconda il 17 aprile a Ravenna nel Concerto per Recanati.

Poi più nulla sino ai primi di agosto del 1994, quando Sette, il periodico settimanale del Corriere della Sera, pubblica un'intervista al cantautore firmata dal critico musicale Mario Luzzatto Fegiz e nella quale vengono rese note alcune notizie davvero interessanti: in primo luogo viene confermata la ventura pubblicazione di un nuovo lavoro discografico che pare essere a buon punto, anche se – mette in guardia l'intervistato – "può sempre accadere di rivoltare tutto e decidere di rifare il disco all'ultimo momento".
Egli afferma inoltre di non aver ancora concordato un titolo definitivo e che, al momento, tale lavoro potrebbe intitolarsi soltanto, visto il carattere di precarietà e provvisorietà nel quale verte, appunti sparsi su quel che c'è.
Viene data invece conferma ufficiale della partecipazione straordinaria che lo vedrà quale ospite speciale alla serata di inaugurazione dei campionati mondiali di nuoto, ospitati da Roma, a fine agosto. Egli svela anche di essere il realizzatore e l'esecutore dell'inno di detti campionati, che si intitolerà Acqua nell'acqua.
Infine è da ricordare anche una importante confessione privata: viene infatti qui rivelata la fine della importante storia d'amore che il cantautore romano intratteneva da cinque anni con Rossella Barattolo.

Il 31 agosto 1994, allo Stadio del nuoto, nella piscina del Foro Italico, vengono dunque inaugurati i campionati del mondo. La serata, intitolata Stelle d'acqua, è trasmessa in diretta TV dalla Rai e presentata da Antonella Clerici e Giorgio Martino.
Dopo la passerella delle squadre nazionali e varie spiegazioni di dettagli tecnici a opera di qualche addetto ai lavori, la presentatrice, con fare visibilmente emozionato, annuncia l'ingresso di un ospite eccezionale che, per i suoi trascorsi di nuotatore dilettante ma incallito, ha accettato di comporre l'inno della manifestazione; tra il grande entusiasmo collettivo rilasciato dal pubblico stipato sulle tribune, Claudio fa il suo ingresso nella piscina, accompagnato dalla solita squadra di musicisti che intonano la nuova Acqua nell'acqua.
Il brano pare essere particolarmente suadente nelle sonorità mentre il testo dimostra una continuazione dello sperimentalismo di Oltre. Certamente non si può parlare di questo come di un inno classico poiché nulla concede al trionfalismo o alla retorica. Vuole piuttosto distribuire il concetto di acqua come parte stessa dell'uomo, addirittura come veicolo di comunicazione essenziale tra gli individui poiché capace, nella trasparenza, di superare i colori, le bandiere, i confini. Essa è un antico giocattolo che assume la morfologia più svariata, che si adatta in ciascuno e fa adattare tutti al suo corso. È vita che scorre, silente e inesorabile. È la primordiale speranza che imprime il segno della memoria.
Terminata l'esecuzione, un Baglioni stavolta compito come richiede l'occasione si concede per pochi minuti di intervista, per poi lasciare la scena alle successive programmazioni dello spettacolo.
Farà ritorno verso la fine della serata a rendere un omaggio per Domenico Modugno, scomparso da poco tempo: l'esecuzione di Nel blu, dipinto di blu è davvero qualcosa che lascia il segno, nella suggestiva cornice impreziosita dalle creazioni di luce laser e dalla religiosa compostezza del pubblico: l'interpretazione struggente e al tempo stesso vigorosa lascia appeso, alla scintillante e tersa notte romana, più di un brivido d'emozione.
Il grande mago d'incantesimi dorati si lascia quindi inghiottire dal buio e ritorna il fantasma diafano dei mesi precedenti; ma dopo la gustosa anteprima concessa in questa serata di fine estate, dopo questo stuzzicante aperitivo offerto inaspettatamente tra giochi d'acqua e intersezioni di luce, vale proprio la pena, senza alcun dubbio, di frenare l'impazienza e aspettare ancora.

All'inizio dell'estate 1995, quando ormai da più parti si vocifera della prossima uscita del nuovo disco, Baglioni assurge alla ribalta inaspettatamente e per un motivo diverso da quello che ci si aspetterebbe: è di questo periodo infatti, una sua diffida consegnata al tribunale di Roma verso Anonimo.
Da qualche tempo infatti, un personaggio che si fa chiamare appunto Anonimo Italiano e si cela dietro una maschera per non svelare la propria identità, imperversa per le radio, le trasmissioni televisive e addirittura le classifiche di musica, grazie a una voce che risulta essere molto simile a quella di Claudio. Il tentativo di far credere che dietro quella maschera ci possa effettivamente essere il noto cantautore è evidente ma sconfessato, prima ancora che dall'azione decisa dello stesso Baglioni, anche da testi e musiche di fattura assolutamente diversa e non in simbiosi con la linea che egli ha intrapresa da qualche tempo. Qualcuno tuttavia, tra i fan e gli addetti ai lavori, aveva ritenuto ipotizzabile la realizzazione di un disco di vecchie incisioni, edito per sperimentare la reazione del mercato discografico o per verificare la risposta del pubblico. Comunque sia, l'azione legale pone fine ai dubbi: nel luglio successivo, siffatto Anonimo Italiano convoca i giornalisti in conferenza stampa e si leva platealmente la maschera, rivelando di essere Roberto Scozzi, 30 anni, ex grafico pubblicitario. Egli dichiara che non era suo intento quello di voler creare un caso di quel tipo, anche se le sue argomentazioni paiono essere in realtà alquanto deboli.
Pur manifestando l'intenzione di continuare la carriera con il nome d'arte che lo ha fatto conoscere, lo Scozzi non sfiora comunque più, nemmeno lontanamente, i successi di vendita conseguiti con il disco d'esordio.