biografia
a cura di Luca Tempini

Introduzione
 
Prologo
 
L'ambiente
 
Le prime note... di giorno
 
I tentativi
 
Cantante professionista
 
Le canzoni stonate...
 
L'influenza del cinema
 
Ragazzo nell'est
 
Quella sua maglietta fina
 
I giri di Camilla
 
La consacrazione definitiva
 
Il sabato del villaggio
 
Solo in compagnia di sé senza chiedere il permesso...
 
Un nuovo disco e un discografico nuovo
 
Canzoni e una piccola (grande) storia che continua...
 
Alé-oó
 
La canzone del secolo
 
La vita è adesso, il sogno, sempre
 
D'Assolo continuerò
 
Un trovatore perso un cantastorie muto
 
OLTRE
 
Appunti sparsi su quel che c'è
 
Sempre lo stesso, più grigio ma non domo
 
L'anima nuova di Claudio
 
Da me a te e dalla città allo stadio: un progetto lungo un sogno
 
Giri di "valzer" per un viaggiatore
 
Di nuovo "in viaggio" per sapere cosa c'è laggiù...
 
Sogno di una notte di note
 
Come per incanto
 
I concerti irregolari
 
L'uomo della storia accanto
 
Tutti in un abbraccio
 
'O scia'
 
Da cantautore a commendatore
 
Finale in... crescendo
 
Titoli di coda
 
Bibliografia e testi
 
Credimi, CREDITI
 

L'ambiente

È davvero difficile, e forse tecnicamente scorretto, iniziare una biografia non cominciando dal primo vagito del protagonista: eppure, per questa volta, mi è parso opportuno principiare questa cronaca partendo prima ancora della nascita del protagonista poiché a lui stesso, in più d'una occasione e con toni sfumati di poesia, è piaciuto di ricordare quasi nostalgicamente l'episodio del suo concepimento "marino".
Tuttavia, per raccontare e far comprendere un avvenimento, è forse necessario ricorrere al circostanziare delle date esatte. E la prima, forse più importante, che annotiamo in questo inizio di percorso dietro il nostro "viaggiatore" è, inconfutabilmente, quella celeberrima del sedici maggio millenovecentocinquantuno, giorno in cui, nell'ufficio dell'anagrafe del comune di Roma, viene registrato l'atto di nascita di Claudio Enrico Paolo Baglioni, figlio del sottufficiale dei carabinieri Riccardo e della di lui consorte, Silvia Saleppico.

Le cronache "agiografiche" più o meno affidabili descrivono la famiglia di Claudio come il prototipo del nucleo famigliare classico del quartiere Montesacro: questa, come quella di Centocelle (rione in cui i Baglioni si trasferiscono di lì a qualche anno) è una periferia un po' dimenticata, ai margini della grande città, nella quale è necessario applicarsi sul quotidiano e dove i grandi dibattiti ideologico-politici del periodo non hanno troppa presa sulla gente.
È un mondo, questo, fatto di semplice "sopravvivenza urbana", una realtà nella quale, come detto, non è facile riuscire a interessarsi di ciò che accade oltre il "limes" strutturale di questa periferia.
È tuttavia importante rimarcare che la crescita del giovane Claudio viene influenzata anche da un altro ambiente "geografico", diametralmente diverso e assolutamente distante, anche dal punto di vista dei rapporti sociali, da Montesacro: quella campagna umbra di cui i genitori del nostro sono originari e verso la quale, molto spesso, destinano le loro "gite fuori porta", per far visita ai parenti rimasti.
Questo è un teatro di grandi spazi aperti, di aria da respirare a pieni polmoni, di gente contadina che sviluppa condizioni continue di interscambi con il prossimo. Un ambiente tipicamente agreste insomma, con tutte le connotazioni di apertura verso la natura e il suo svolgersi ciclico che evidentemente rimarrà pienamente radicato nel ricordo del ragazzo, anche per la sua stridente diversità con l'estrazione di provenienza.