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del 18/08/94

Sette
"MA BAGLIONI NON E' UN POETA"
Colloquio con Giovanni Giudici


di Giovanna Zucconi

"Baglioni? Un bravo musicista. Ma il valore di prodotti come i suoi è determinato dal mercato. Esiste una confezione, esiste un marketing: il giudizio deve tenerne conto". Giovanni Giudici, 70 anni, poeta (la sua opera completa è pubblicata da Garzanti), legge Claudio Baglioni, il poeta della canzone. "Operazione difficile. Qui giocano l'esecuzione, la voce, la figura fisica del cantante. Il testo come elemento come elemento staccato è flebile. Le canzoni di Leonard Cohen sono commoventi, le sue poesie fanno la figura dell'albatro di Baudelaire: maestoso in volo, schernito dai marinai quando cammina sul ponte della nave. Jacques Prevert, per contro, è poeta modesto ma ottimo paroliere, se c'è Yves Montand a cantare i suoi versi. Tempo fa Alberto Fortis mi ha sottoposto alcuni testi. Come versi sono assurdi, gli ho detto. E lui: non può dirlo, le regole sono completamente diverse. Ha ragione. Se io guadagnassi quanto un cantante, avrei vinto come minimo il premio Nobel. Ma la poesia non ha mercato, e questa è la sua salvezza". Leggiamo insieme l'attacco di una canzone, Ragazze dell'Est: "Nei mattini pallidi ancora imburrati di foschia / risatine come monete soffiate nei caffè / facce ingenue appena truccate di tenera euforia…". "Mah. Luoghi comuni, costruiti ad effetto su un'orgia di aggettivi, che sortiscono in chi ascolta un effetto di immedesimazione. E' come il karaoke. Ma la poesia è un prodotto più semplice…". Proviamo con I vecchi: "I vecchi sulle panchine dei giardini / succhiano fili d'aria a un vento di ricordi / i vecchi mezzi ciechi / i vecchi mezzi sordi….". "Qui non è male, ha trovato delle immagini carine, immediate. Metafore efficaci, non c'è dubbio: quelle vere, però, lasciamole ai poeti. Veri".

Articolo segnalato da Michela D..