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Rassegna stampa - mercoledì 9 agosto 2000 ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2001

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Pubblicato su ANSA - 09/08/2000
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POMPEI: FIAMME E POLEMICHE INCENDIANO GLI SCAVI



di KFT

(ANSA) - POMPEI (NAPOLI), 9 AGO - Il fumo sottile si allunga e si insinua ancora tra le foglie della secolare palma. Il tronco e' stato completamente annerito dalle lingue di fuoco che ieri, spinte e allungate dal vento, hanno minacciato la casa di Ifigenia, una delle abitazioni patrizie di Pompei antica. Quel che resta del rosso degli affreschi, delle volte e delle mura e' stato miracolosamente risparmiato dalle fiamme divampate nello stretto corridoio tra il muro di cinta degli scavi, aldila' del quale vi sono campi coltivati da contadini, e l'entrata della casa di Ifigenia. Un malintenzionato che avesse voluto appiccare il fuoco - dice malignamente un custode - non avrebbe avuto difficolta': la zona e' chiusa ai visitatori che anche oggi affollano a migliaia gli scavi, e i rovi e le sterpaglie che degradano dal muro di cinta verso la casa sono stati come benzina sul fuoco.
Il giorno dopo l'incendio a Pompei divampano ancora le polemiche all'interno degli scavi. Danno fuoco alle polveri, ad esempio, guide scamiciate (non tutti indossano la divisa perche' dicono ''si azzecca addosso quando fa troppo caldo''). Hanno l' aria di saperla lunga e accusano sindacalisti sempre pronti alla denuncia. Troppo pronti, dicono in tanti, anche se nel luglio scorso, dopo gli scioperi che lasciarono fuori ai cancelli migliaia di turisti, e' stato firmato un accordo che doveva sancire una tregua tra Soprintendenza e lavoratori.

- ''Non ci sono stati danni, gli impianti antincendio hanno funzionato alla perfezione, anzi e' stato un modo per collaudarli''. E' gelido il Soprindentente Pier Giovanni Guzzo, quando gli si chiede se ha temuto per quella villa romana e se pensa ad un sabotaggio. ''Io sono un archeologo - dice - non faccio l'investigatore. I problemi sindacali? Abbiamo firmato il mese scorso un accordo storico e poi la dialettica sindacale e' propria della democrazia''. Ora sara' la procura di Torre Annunziata, dopo il sopralluogo fatto ieri dai carabinieri e stamattina dalla polizia, a stabilire se quelle fiamme sono state dolose. Intanto a Pompei, all'interno degli scavi, il clima che si respira e' avvelenato. Dialettica o veleni? Il professor Guzzo non risponde. Si limita a vergare di persona un laconico comunicato stampa in cui si spiega che ieri c'e' stato un incendio, che sono intervenuti i pompieri e che tutto ha funzionato alla perfezione soprattutto l'impianto, ovvero una bocca d'acqua a cui si sono alimentati i vigili del fuoco, e che non ci sono stati danni. L'incendio e il giallo restano e fuma ancora il giardino di Ifigenia. Ma il crollo di un muro dell'anfiteatro no.
Era una bufala: gia', ma chi ha avvertito ieri i giornali che era venuto giu' un muro dell'anfiteatro? Un allarme infondato dato appena un'ora dopo l'incendio divampato a pochi metri di metri dal teatro romano dove cantera' Claudio Baglioni.

- Chi ha sparso veleni dicendo che era tutta colpa dell'organizzazione che sta allestendo il palco del concerto ''Sogno di una notte di note'', di Baglioni?. Ecco il crollo: una ventina di pietre di cemento raccolte in una cassetta della frutta. Le mostra Pino Chiodo, il manager di Claudio Baglioni che e' di umore piu' nero della maglietta che indossa. ''Eccolo, questo e' il crollo - spiega ironico, indicando un buco nel muro mentre un sottufficiale dei carabinieri fotografa un foro vecchio di anni dove spuntano le erbacce - Ce ne sono a decine di fori come questo. Piuttosto guardi quanta gente entra nell'anfiteatro: almeno per tre giorni dovevano chiuderlo ai visitatori mentre lavoriamo al palco. Se si fa male qualcuno non si vengano a lamentare con noi''. Matteo, supervisore della Metelliana, l'organizzazione che cura l'allestimento del palco, ha fatto scaricare da Internet le foto dell'anfiteatro che mostrano i fori nel muro dell'arena.
''Non capisco proprio come sia potuta venire fuori una fesseria del genere - dice - evidentemente a qualcuno da' fastidio che siamo qui''. Quaranta milioni sarebbero stati versati da Baglioni alla Soprintendenza per il concerto di domenica prossima: 950 persone, tutti posti a sedere. Ma neppure questa cifra viene confermata dal professor Guzzo che spiega: ''Se lo ha rivelato l'organizzazione non ho nulla da dire, io non posso confermare nulla, violerei la privacy''.

segnalato da Luca D.

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