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Rassegna stampa - sabato 29 luglio 2000 ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2001

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Pubblicato su Il Messaggero - 29/07/2000
www.ilmessaggero.it/

Il cantautore parla del suo nuovo progetto, 24 date a partire da Pompei. A Roma a settembre nello Stadio della pallacorda
Baglioni, un tour monumentale
ĞLe mie canzoni in versione acustica in anfiteatri e siti archeologiciğ

di Marco Molendini

ROMA - Claudio Baglioni si rimette in viaggio. Dopo il lungo percorso primaverile nei palasport, eccolo pronto a debuttare con un tour acustico di ventiquattro date destinate ad essere ospitate in anfiteatri, teatri d'arte e luoghi archeologici. Debutto il 13 agosto al Teatro Romano di Pompei e, fra le altre tappe, il Teatro Greco di Taormina, il 23, la Valle dei Templi di Agrigento il 24, , IL Tempio di Hera a Selinunte il 26, il Teatro dei Templi a Paestum il 30, una sosta a Roma, l'11 settembre, allo Stadio della Pallacorda al Foro Italico, che così verrebbe dato alla musica dopo tantissimi anni (ma ancora non c'è il si definitivo), bis a Ostia antica il giorno dopo al Teatro Romano.
«Sarà un racconto a mezza voce» spiega Claudio, che in questi giorni è in vacanza in barca dalle parti di Lampedusa. E, a mezza voce, vuol dire insieme che si tratterà di un concerto per strumenti acustici (chitarre, pianoforte, contrabbasso ma anche mandolini, fisarmoniche e vibrafoni), un po' sulla linea di quello che furono i celebri concerti "unplugged" di Mtv e di musica destinata a un pubblico dalle dimensioni nettamente ridotte rispetto ai palasport (tra le duemila e le quattromila persone).
«Sarà musica senza alchimie tecnologiche, senza giochi elettronici, senza effetti speciali. L'unico effetto speciale sarà quello della musica» promette Baglioni. «Una sorta di concerto di musica da camera - spiega - in pieno rispetto dei luoghi che ci accoglieranno. Che è importante che vivano per quello per cui sono stati creati, cioè lo spettacolo».
Quanto al repertorio, non potrà che essere in linea con quanto detto. Dunque, vasta esplorazione nel serbatoio della memoria con canzoni storiche, i grandi successi, ma anche brani dimenticati e impolverati dal deposito del tempo: «E' ovvio che ci sarà una rotazione del repertorio con il recupero di pezzi che non faccio da quindici anni come La piana dei cavalli bradi, ma anche di canzoni che fanno parte dei miei primissimi dischi e non più ascoltate dal 67 e 68». E, naturalmente, senza dimenticare le canzoni dell'ultimo album, Viaggiatore sulla coda del tempo, che aveva animato il precedente tour (47 date per 360 mila spettatori). «Il tutto - assicura Baglioni - per un concerto che non supererà le tre ore. Lo prometto».
Ovviamente, anche la scenografia (curata ancora una volta da Pepi Morgia, che ha curato la regia assieme allo stesso Baglioni) seguirà il clima spartano del progetto: pedane in legno naturale, assolutamente studiate per non turbare la bellezza degli spazi che accoglieranno il concerto, giochi di luce, fondali naturali illuminati con discrezione.
Ad accompagnare Claudio, ci sarà ancora la stessa superband che lo ha seguito nei mesi scorsi: ovvero, Giovanni Boscariol alle tastiere (e organo Hammond), Paolo Costa al basso e al contrabbasso, Paolo Gianolio alle chitarre acustiche e semiacustiche, Gavin Harrison alla batteria, Danilo Rea al pianoforte e Elio Rivagli alle percussioni. Per tutti i musicisti ci sarà la possibilità di alternarsi con un set di strumenti particolari: fisarmoniche, vibrafoni, timpani, strumenti a plettro come mandolini e bouzuki: «Fra qualche giorno di vedremo e cominceremo a provare: una decina di giorni, poi faremo tre giorni di test a Pompei» spiega Claudio.
Il viaggio, stavolta intitolato shakespearianamente Sogno di una notte di note, si chiuderà il 17 settembre al Teatro Mediterraneo di Foggia.

segnalato da giggi

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